Il cuore è il muscolo che dà la vita e la frequenza cardiaca la dice lunga sul proprio stato di salute. Per misurarla oggi c’è uno strumento innovativo che risponde al nome di cardiofrequenzimetro. La possibilità di conoscere i dati del battito permette di pianificare al meglio l’attività fisica quotidiana, gli allenamenti o i livelli di sforzo a cui potersi sottoporre, senza incorrere in rischi per la propria salute. Inoltre, è un modo intelligente di alzare l’asticella per gradi, senza esagerare, dandosi degli obiettivi da poter raggiungere e, magari, superare step by step. Stando a quando calcolato dall’American Heart Association, non si dovrebbe superare il limite massimo dell’85 per cento della propria frequenza cardiaca in fase di allenamento.

Con l’ausilio del cardiofrequenzimetro, ci sono diversi modi di calcolare i parametri cardiaci. Un sistema facile ed efficace è sottrarre da 220 un numero equivalente ai propri anni, ad esempio se si hanno 40 anni sta a significare che non si potrebbe superare teoricamente una frequenza cardiaca di 180 bpm, un calcolo che aiuta a regolarsi senza strafare. Quando ci si allena, l’obiettivo da darsi dovrebbe rientrare in un range di calcolo entro l’85% del valore ottenuto con la sottrazione, pari a 180 nel caso sopra esposto, ossia non più dell’85 per cento di 180. Una stima molto semplice che, però, dà la misura di quanto è consentito ‘stressare’ il cuore senza strapazzarlo troppo, ma abituandolo gradualmente a sforzi e pressioni crescenti.

Addirittura, per qualcuno non allenato il tetto percentuale dell’85 per cento può apparire esagerato, sia chiaro che non è un obbligo ma ognuno può darsi dei limiti anche meno elevati, a seconda di come si sente. Anche negli allenamenti tutto è molto soggettivo, l’importante è non stancarsi troppo e rispettarsi per non trovarsi a dover fare i conti con imprevisti e incidenti dovuti a ritmi folli, soprattutto se si è fuori forma e non ci si muove da un po’. Meglio andarci piano e allenarsi per gradi, allora, seguendo una scaletta prestabilita di traguardi da tagliare di volta in volta. Troppo e subito non fa bene al cuore e i migliori cardiofrequenzimetri sono lì a ricordarcelo.